Battersea Power Stationstoria e futuro di un’icona di Londra

I palazzi e le strutture capaci di evocare l’immagine di Londra nella mente di milioni di persone nel mondo sono tanti: il Big Ben, il Parlamento e l’Abbazia di Westminster, la Cattedrale di St Paul, il Tower Bridge, la colonna di Nelson a Trafalgar Square, Buckingham Palace, la Torre di Londra, la Royal Exchange (la Borsa di Londra), la Royal Albert Hall, il Museo di Storia Naturale di South Kensington ma anche gli autobus rossi a due piani, i taxi neri (Black Cabs), le cabine del telefono rosse e, più recentemente, il Gherkin (il grattacielo-cetriolo progettato da Sir Norman Foster) lo Shard di Renzo Piano, la London Eye (la gigantesca ruota panoramica che si staglia di fronte al Parlamento e al Victoria Embankment) i grattacieli della “nuova City” di Canary Wharf. Tutti simboli universalmente noti della Londra di ieri e di oggi, che contribuiscono ad alimentare il mito di questa autentica Capitale del mondo e rafforzano la sua straordinaria capacità di attrarre investimenti dai quattro angoli del pianeta.

BPS

Tra questi edifici, giustamente definiti “iconici” per l’irresistibile forza evocativa della loro immagine, rientra sicuramente anche la Battersea Power Station (foto sopra), l’imponente manufatto in stile Art Decò che, da più di settant’anni, domina la sponda sud del Tamigi di fronte ai quartieri di Chelsea e Pimlico. Un vero e proprio colosso dell’architettura industriale d’inizio Novecento, immortalato in decine di film (tra cui Sabotage di Alfred Hitchcock, Help! dei Beatles e Batman - Il Cavaliere Oscuro) e reso famoso dalla celeberrima copertina dell’album Animals dei Pink Floyd (foto sotto).

Animals

Il progetto di riconversione

La Battersea Power Station (BPS) è una struttura unica che, dopo trent’anni di tentativi di riutilizzo finiti nel nulla, si trova oggi al centro dal più imponente intervento di riconversione immobiliare di tutta Europa.

BPS layout masterplan

BPS location

Un progetto mastodontico promosso da un consorzio malese (S B Sethia BHD GroupSime Darby e Employees’ Provident Group) che prevede un investimento complessivo di oltre 10 miliardi di euro e del quale nelle prossime settimane sarà lanciata la cosiddetta “FASE TRE”. Quest’ultima prevede la costruzione di alcuni tra gli edifici più avveniristici dell’intero masterplan delineato nel 2006 dell’architetto uruguaiano Rafael Vinoly: il Battersea Roof Gardens (foto sotto) detto anche “The Skyline”, sinuoso palazzo firmato da Sir Norman Foster (progettista del grattacielo simbolo della City di Londra, il Gherkin – Cetriolo – e del nuovo Stadio di Wembley), il Prospect Place e The Flower (foto sotto in basso), disegnati dalla mano visionaria di Frank Gehry, l’architetto californiano autore, tra gli altri, del celeberrimo Guggenheim Museum di Bilbao e della Walt Disney Concert Hall di Los Angeles.

Battersea Power Station, Fase Tre: Battersea Roof Garden (by Sir Norman Foster)

Battersea Roof Gardens

Battersea Power Station, Fase Tre: The Flower (by Frank Gehry)Gehry Flower Building

Battersea Power Station: modello della Fase Tre con gli edifici progettati da Sir Norman Foster (a sinistra) e Frank Gehry (destra)

Fase Tre

Quella che si sta sviluppando attorno all’edificio in mattoni rossi e alle quattro ciminiere bianche della Battersea Power Station (ancora oggi il più grande edificio in mattoni di tutta Europa) è sicuramente la più importante e prestigiosa opportunità d’investimento in programma nella Capitale inglese nei prossimi vent’anni: un progetto unico e irripetibile, che porta la firma di alcuni degli architetti più famosi al mondo e inciderà profondamente negli equilibri urbanistici della Londra del futuro. Non a caso il Primo Ministro britannico David Cameron l’ha definito “il gioiello della Corona” all’interno del vasto processo di rigenerazione della sponda sud del Tamigi nel Centro di Londra.

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Un po’ di storia

La Battersea Power Station è molto più che una semplice centrale elettrica. Quest’autentico gigante, che si staglia con la sua caratteristica mole sulle rive del fiume Tamigi a meno di 2,5 km dal Parlamento di Westminster, è il simbolo di un’intera epoca: un tempo fatto di grandi visioni, vigoroso sviluppo industriale, lotte sociali e speranze di progresso.

La decisione di costruire alcune grandi centrali a carbone per produrre l’elettricità necessaria ad alimentare il crescente fabbisogno energetico di Londra fu presa dal Parlamento inglese nel 1925. Il primo dei siti prescelti per i nuovi impianti fu proprio quello di Battersea, ubicato lungo il fiume Tamigi (fattore che facilitava l’approvvigionamento del combustibile e la disponibilità d’acqua per i processi di raffreddamento) e immediatamente a ridosso del Centro cittadino (aspetto che, al contrario, facilitava la trasmissione e il dispacciamento dell’energia).

Il progetto della Battersea Power Station fu firmato da uno dei più importanti architetti industriali dell’epoca, Sir Giles Gilbert Scott. Scott era stato l’ideatore delle caratteristiche cabine telefoniche rosse di Londra e, dopo la BPS, fu chiamato a progettare anche il secondo, grande impianto per la produzione di energia del centro di Londra, la Centrale di Bankside (oggi sede della famosissima Tate Modern, il contenitore che rivaleggia con il MOMA di New York per il ruolo di più importante museo d’arte moderna del mondo).

Il progetto di Sir Scott prevedeva un impianto a due stazioni gemelle con una potenza complessiva di picco pari a 509 MW. Durante gli anni ’60, la centrale arrivò a soddisfare da sola il 20% dell’intero fabbisogno energetico di Londra.

I lavori per la realizzazione della BPS iniziarono a marzo del 1929. La Stazione A cominciò a produrre energia nel 1933 e fu completata nel 1936. L’anno successivo fu avviata la costruzione della Stazione B. Quest’ultima iniziò a generare elettricità alla fine del 1944 e fu definitivamente completata nel 1953.

BPS Stazione ABPS tremi

Dopo aver fornito per più di quarant’anni un contribuito decisivo alla vita economica e sociale dei londinesi, la Stazione A venne decommissionata il 17 marzo 1975, seguita il 31 ottobre 1983 dalla Stazione B. Nel 1954 l’impianto terminò definitivamente la produzione e fu abbandonato.

In virtù del suo eccezionale valore storico e culturale, il sito è stato classificato come Grade II* listed, il secondo più elevato livello di vincolo architettonico previsto dalla legislazione inglese.

Il masterplan di Rafael Vinoly del 2006

Dopo la chiusura della Stazione B, e alcuni falliti tentativi di riconvertire il sito a usi pubblici (tra cui quello di trasformarlo in un parco divertimenti a tema, progetto avviato alla fine degli anni ’80 ma naufragato nel 1989 per mancanza di fondi)  l’area della BPS venne acquistata nel 2006 da un gruppo immobiliare privato, la REO (Real Estate Opportunities) che presentò al Borough di Wandsworth (il Comune londinese competente per la gestione della zona di Battersea) un ambizioso masterplan (foto sotto) firmato dal famoso urbanista uruguaiano Rafael Vinoly avente ad oggetto il recupero e la rigenerazione urbanistica dell’intera area della Power Station.

BPS 2 Masterplan alto

L’avvio dell’iniziativa fu però bloccato nel 2008 dall’esplosione della crisi finanziaria, che rallentò bruscamente tutti gli investimenti immobiliari anche a Londra.

Dopo due anni di consultazione pubblica, nel 2010 il Borough di Wandsworth rilasciò le autorizzazioni urbanistiche al masterplan di Vinoly, che prevede un recupero ad uso misto dell’area della Battersea Power Station, la ristrutturazione a fini residenziali e commerciali del manufatto della Centrale e la costruzione di altri edifici per un totale di 3.400 unità abitative e 330.000 mq di uffici e superfici commerciali.

Il consorzio Sethia – Sime Darby del 2012

A seguito delle difficoltà economiche incontrate dalla REO, a febbraio 2012 l’area della BPS fu messa in vendita con un’asta pubblica e assegnata, a giugno dello stesso anno, a un consorzio malese composto dal colosso immobiliare S B Sethia BHD Group, dalla multinazionale dell’energia Sime Darby e dal Fondo pensionistico Employees’ Provident Group.

Obiettivo strategico del masterplan di Vinoly è creare attorno all’edificio della vecchia centrale un nuovo polo di aggregazione socio-economica e culturale in grado di irradiare i suoi effetti ben al di là dei confini dell’area di Battersea e di Nine Elms, la zona immediatamente adiacente a quella della BPS nella quale, tra l’altro, si trasferiranno nei prossimi anni l’Ambasciata USA e quella olandese.

Una vera e propria comunità urbana per 25.000 abitanti e 28.000 lavoratori, che beneficierà di un’estensione della Northern Line (la linea nera della metropolitana) intervento già approvato da Transport for London, l’Agenzia pubblica che gestisce gran parte del sistema di trasporto locale londinese e confermato dal Cancelliere dello Scacchiere George Osborne (il Ministro dell’economia UK) nel Budget di Novembre 2013, e della costruzione di un molo dedicato per il collegamento via fiume ad altre zone della metropoli UK (come, ad esempio, il quartiere finanziario di Canary Wharf).

Le varie Fasi del progetto di recupero

Il masterplan della BPS prevede sette distinte fasi, tre delle quali sono state già lanciate e messe sul mercato.

FASE 1 – WEST CIRCUS

Fase 1

La Fase 1 del progetto di riconversione del sito della Battersea Power Station è stata autorizzata in via definitiva dal Borough di Wandsworth il 13 dicembre 2012. I lavori di costruzione sono partiti a gennaio 2013 e prevedono la realizzazione di un grande edificio a uso residenziale (vedi foto in alto) ubicato sul lato destro della centrale (guardando il sito con il fiume alle spalle). Il progetto del cosiddetto West Circus è stato firmato da Ian Simpson Architects.

Superficie totale: 90.112 mq
Unità abitative previste: 753 + Ristoranti, caffè, palestre, supermercati e centri estetici
Inizio lavori: 2013
Consegna: 2016

Esempio di appartamento del West Circus (BPS Fase 1)

Fase 1 flat view

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FASE 2 – IL RECUPERO DELLA POWER STATION

BPS sopra

La Fase 2 prevede il recupero e la rigenerazione della vecchia Centrale. Accanto agli avveniristici edifici della Fase 3 progettati da Sir Norman Foster e Frank Gehry, si tratta certamente del lotto più significativo dell’intero masterplan.

Fase 2 è stata messa ufficialmente sul mercato il 1° maggio 2014. Il termine dei lavori è previsto nel 2019.

L’intervento prevede un riutilizzo ad uso misto del corpo centrale (Boiler House Square) e delle due ali laterali (Switch House East e Switch House West) nel pieno rispetto dei rigidi vincoli architettonici imposti dalla classificazione della struttura come Grade II* listed building.

Sul tetto dei tre blocchi saranno realizzati un ampio roof garden e una serie di townhouses indipendenti (ville bi o tri familiari) dotate di giardino privato e vista a 360° sull’area circostante.

Le quattro ciminiere bianche, vero e proprio simbolo dell’intero edificio, saranno demolite e ricostruite con gli stessi materiali usati in origine in modo da non alterare l’immagine della Centrale.

Questa la distribuzione delle funzioni all’interno dell’edificio della Power House :

BPS interno

A parte le townhouses sul tetto e i quattro attici laterali e frontali inseriti nel livello immediatamente sottostante le quattro ciminiere (immobili di eccezionale valore che offriranno una vista spettacolare sul Tamigi e sull’intero skyline di Londra) il blocco centrale (Boiler House) ospiterà ai primi tre piani un centro commerciale di lusso (sul modello di Harrod’s) sei piani di uffici e una vasta area centrale destinata ad attività ludico – ricreative (palestre, centri benessere, centro congressi ecc.). Amplissima (e rigidamente separata tra stalli destinati alle residenze e posti auto per i visitatori degli spazi pubblici) la dotazione sotterranea di parcheggi.

Interamente dedicate alla residenza saranno invece le due ali laterali (Switch House East e Switch House West), separate fisicamente dalla Boiler House. Entrambe saranno dotate di ampi spazi verdi, parcheggi dedicati e servizi comuni di altissima qualità per i residenti  (palestra, lounge bar ecc.). 

254 le unità immobiliari previste complessivamente nella Fase 2, con un’offerta che spazia da ampi studio-flat (monolocali) da 50 mq di superficie a lussuriosi attici (penthouse) da centinaia di mq. 

Ecco alcuni esempi degli appartamenti previsti nella Fase 2

BPS flat 1

BPS flat 3

BPS flat 2

BPS flat 4

BPS flat 5

BPS ciminiere

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FASE 3 – BATTERSEA ROOF GARDENS, PROSPECT PLACE  E THE FLOWER

Fase Tre - 2

La Fase Tre sarà lanciata ufficialmente alla fine di Ottobre 2014 e prevede la costruzione di sei straordinari edifici progettati da due autentiche star dell’architettura mondiale (Sir Norman Foster e Frank Gehry) e di una nuova High Street pedonale (denominata Electric Boulevard) che collegherà l’edificio della Power Station alla nuova stazione della metropolitana della Northern Line e costituirà, di fatto, la porta principale d’accesso al sito.  

electric boulevard

Il design degli edifici è stato studiato dai due progettisti per massimizzare la vista della centrale dalla strada pedonale posta in mezzo agli stessi.

Prospect Place

The Flower

Il Battersea Roof Gardens (chiamato anche “The Skyline”) avrà sul tetto uno dei giardini sospesi più grandi dell’intera Capitale britannnica, con una spettacolare vista sul Tamigi e sullo skyline di Londra.

I residenti dei sei edifici avranno la possibilità di scegliere tra due esclusivi interior design progettati personalmente dai due architetti.

Gli stili dell’edificio proposto da Norman Foster per il suo The Skyline sono ispirati alla vicina Centrale, quelli di Gehry all’ambiente urbano di Londra e Los Angeles, città nelle quali l’archistar di origine canadese, ma californiano d’adozione, ha i suoi due uffici.

Esempi di interior design del Battersea Roof Gardens (The Skyline) di Sir Norman Foster

Flat 1 The Skyline

Flat 2 The Skyline

Esempi di interior design del Prospect Place di Frank Ghery

Flat 1 Prospect Place

Flat 2 Prospect Place

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