le 10 ragioni per investire a Londra

1. Stabilità politica e istituzionale

La Gran Bretagna è uno dei Paesi più stabili al mondo sotto il profilo politico, istituzionale e legislativo. 
Questo dato garantisce certezze agli investitori, tutela del patrimonio e assoluta programmabilità degli investimenti.  

2. Solidità e redditività del mercato immobiliare 

In una prospettiva di medio e lungo termine (15-20 anni), il mercato di Londra è costantemente cresciuto. Anche durante la crisi economica internazionale, la diminuzione dei valori immobiliari e del numero delle transazioni è stata limitata a due soli anni (2008-2009) e ha interessato marginalmente i quartieri del Centro.
Secondo l’Office for National Statistics (l’ISTAT inglese) tra aprile 2013 e aprile 2014 il prezzo medio delle case a Londra è cresciuto del 18,7%, con zone della Capitale che hanno superato abbondantemente il 28%. 
Comprare casa a Londra è un investimento privo di rischi 
che garantisce ottimi ritorni sul capitale investito sia nel breve sia nel lungo periodo.

3. Favorevole contesto fiscale

Le tasse in Inghilterra e Galles sono mediamente molto più basse che in Italia. Non esiste un equivalente dell’IMU e per gli investitori non residenti non è prevista alcuna tassazione sul capital gain (cioè sulla plusvalenza realizzata dalla vendita degli immobili).
Secondo la società di consulenza KPMG, il sistema fiscale inglese (in particolare quello per le aziende) 
agisce come un magnete per gli investimenti internazionali: sono infatti centinaia le multinazionali che stanno facendo la coda per trasferirsi in UK.
Il favorevole contesto fiscale è anche una delle ragioni per cui 
a Londra vive il più alto numero di miliardari al mondo104 contro i 48 di Mosca, seconda città in questa speciale classifica dei super-ricchi del pianeta.

4. Trasparenza e affidabilità del sistema giuridico

Le leggi vigenti in Inghilterra e Galles garantiscono il massimo grado di trasparenza alla procedura di acquisto della proprietà e tutelano in modo assoluto i proprietari anche nella fase di messa a reddito degli immobili (i tempi effettivi di sfratto di un inquilino moroso a Londra non superano mai i 4 mesi dal momento dell’invio della prima lettera).

5. Forza dell’economia britannica

L’economia del Regno Unito è cresciuta dell’1,9% nel 2013 e, secondo il Fondo Monetario Internazionale, ha previsioni d’incremento del 2,9% nel 2014, il dato più alto tra tutti i Paesi del G7.
Nel 2012 l’area della Greater London ha generato un PIL di 369 miliardi di euro, pari a circa il 28% del PIL italiano e al 22% di quello inglese e nel 2013 è stata la seconda Regione europea per tasso di competitività.
Ad aprile 2014 il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è sceso al 6,6%, livello più basso da cinque anni a questa parte, mentre la produzione industriale è cresciuta del 3,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

6. Costante crescita della popolazione e del mercato degli affitti

Londra ha 8,3 milioni di abitanti e cresce al ritmo di circa 100 mila nuovi residenti all’anno. Secondo l’Office for National Statistics (l’ISTAT inglese) la popolazione di Londra arriverà a 10 milioni entro i prossimi 15 anni.
Questo incremento esponenziale della popolazione spinge anche la domanda di case nella Capitale inglese, mediamente 8 o 9 volte superiore all’offerta, e il mercato degli affitti, che in alcune zone aumenta a ritmi maggiori degli stessi valori immobiliari e garantisce ottimi rendimenti (yield).

7. Internazionalità di Londra e del suo mercato immobiliare

Nel 2013 il 69% delle “prime location” londinesi (cioè le case con valore superiore a 1 milione di sterline, circa 1 milione e 250 mila euro) sono state acquistate da investitori non britannici, per un totale di 1 miliardo e mezzo di investimenti solo in questo specifico segmento del mercato. Di questi, il 49% non era nemmeno residente.
La provenienza degli investitori internazionali è talmente ampia e variegata da garantire una costante tenuta del mercato londinese indipendentemente dall’andamento economico dei Paesi di origine delle differenti comunità di compratori.
Più in generale, Londra e il Regno Unito sono considerate da tutti i principali analisti (vedi
PwC e Ernest&Young) le destinazioni più attrattive in Europa per gli investimenti internazionali. Nel 2013 il 10% del totale degli investimenti stranieri effettuati nel territorio europeo si è concentrata a Londra e il 20% in UK.

8. Vicinanza all’Italia

Londra è raggiungibile in meno di due ore di volo da qualsiasi aeroporto italiano con costi molto contenuti. New York, l’unico mercato immobiliare al mondo paragonabile a quello di Londra per redditività e solidità di lungo periodo, è a sei ore dall’Italia e non ha la stessa facilità di accesso di un Paese dell’Unione Europea (per entrare, e soprattutto per permanere negli USA più di tre mesi, serve un visto).

9. Ulteriori previsioni di crescita del mercato immobiliare 

Tutte le analisi indicano un’ulteriore crescita del mercato immobiliare di Londra nei prossimi 5 anni con una media d’incremento stimata intorno al 6% l’anno. Gli aumenti interesseranno sia i valori medi delle proprietà sia il mercato degli affitti, garantendo un elevato ritorno ai capitali investiti e un crescente rendimento (yield) degli immobili affittati (buy-to-let investment). Il rendimento risulterà particolarmente elevato (fino al 6% o 7% annuo) nei quartieri in fase di sviluppo (up and coming areas) e nei New Developments.

10. Perché è oggi la città più importante al mondo

A gennaio 2014 la prestigiosa AFIRE (Associazione degli Investitori Internazionali in Real Estate) ha indicato Londra come migliore città al mondo per gli investimenti nel settore immobiliare davanti a New York. Secondo James Fetgatter, direttore esecutivo dell’AFIRE “Investire a Londra è semplice, non ci sono restrizioni e il regime fiscale è molto favorevole per gli investitori internazionali. Londra è una città internazionale che attrae moltissimi investimenti dall’Europa, dal Medio Oriente e dall’Asia.
Dello stesso tenore l’analisi di PriceWaterhouseCooper, che a maggio 2014 ha indicato Londra come la Capitale mondiale per il business, la finanza e la cultura.

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