Nessun rischio di bolla immobiliare a Londra secondo la Bank of England

Non esiste alcun rischio di bolla immobiliare a Londra secondo la Banca d’Inghilterra. Proposte misure prudenziali per rafforzare la vigilanza sulla sostenibilita’ dei mutui

Londra, 26 giugno 2014. Al momento non sussiste alcun rischio di una nuova bolla immobiliare a Londra e nel resto del Regno Unito, ma e’ necessario vigilare e introdurre regole piu’ stringenti per garantire la sostenibilita’ di lungo periodo dei mutui erogati dalle banche in modo da evitare che una simile prospettiva possa manifestarsi anche nel prossimo futuro.

Sono queste le importanti (e rassicuranti) conclusioni a cui e’ giunto questa mattina il Comitato per la Politica Financiaria della Banca d’Inghilterra, il nuovo organismo creato nel 2010 dal Governo Cameron per evitare il ripetersi della condizioni che hanno portato alla crisi economica del 2008-2009.

Il Comitato ha anche suggerito l’adozione di due nuove misure relative al delicato tema dalle concessione dei mutui per l’acquisto di immobili:

- imporre alle banche di verificare che coloro che richiedono un mutuo siano in grado di ripagarlo anche fronte di un possibile incremento del 3% degli attuali tassi d’interesse:

- fissare al 15% il totale massimo dei prestiti che le banche possono erogare a soggetti il cui reddito annuo e’ inferiore di 4,5 volte all’importo del mutuo richiesto.

Riguardo a quest’ultima proposta, in un comunicato separato diffuso congiuntamente alla conferenza stampa del Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney, il Governo UK ha annunciato che le richieste di acccesso al programma di aiuti finanziari Help-to-Buy lanciato lo scorso per aiutare i cittadini ad acquistare casa non saranno piu’ prese in considerazioni se l’importo del mutuo risultera’ superiore di 4,5 volte al reddito del soggetto richiedente.

Si tratta, in tutta evidenza, di misure prudenziali di portata molto contenuta, visto che tutte le banche principali hanno un portafoglio di mutui a rischio ben inferiore al limite del 15% (la media viaggia intorno all’11%) e che un aumento dei tassi d’interesse del 3% non e’ atteso prima dei prossimi tre anni.

Quest’importante presa di posizione del massimo organismo di vigilanza della stabilita’ finanziaria britannica conferma l’inconsistenza (a, in alcuni casi, la palese strumentalita’) delle voci che indicavano il rischio di un possibile collasso del mercato immobiliare UK e di quello di Londra in particolare. 

Come e’ evidente a tutti, infatti, il costante aumento dei prezzi delle case a Londra (+18,7 tra aprile 2013 e aprile 2014 secondo l’Office for National Statistics, l’Istat inglese) e’ dovuto soprattutto all’enorme sproporzione tra domanda e offerta esistente nella capiale inglese a causa del costante aumento della popolazione londinese (+100.000 nuovi  abitanti all’anno) e dei continui acquisti da parte di investitori internazionali, che vedono ormai nel mattone di Londra una nuova forma di bene rifugio al pari dell’oro.

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Fonte: BBC News Business, 26 giugno 2014

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