Pugno duro del Governo UK sui sussidi di disoccupazione agli stranieri

Pugno duro del Governo UK sui sussidi di disoccupazione agli stranieri

Cameron su immigrazione in Inghilterra

Londra, 30 luglio 2014. Il Primo Ministro inglese David Cameron sembra voler usare il pugno duro nei confronti dei cittadini europei che richiedono i sussidi di disoccupazione nel suolo inglese. Per testimoniare la sua effettiva determinazione a cambire passo sul delicato tema dell’immigrazione, ha persino partecipato ad un raid dell’Home Office organizzato contro alcuni immigrati clandestini e ha manifestato a chiare lettere la sua intenzione di espellere dal Paese chiunque non sia in possesso di documenti regolari:”Vi troveremo”, ha dichiarato ai microfoni della BBC rivolto a coloro che si trovano nel Paese senza regolare permesso di soggiorno” e vi manderemo a casa”.

Attualmente, nel Regno Unito chi non ha possibilità di trovare lavoro puo’ beneficiare dei sussidi di disoccupazione statali per un periodo di sei mesi. Il Governo, invece, ha annunciato che, a breve, il periodo in cui sarà possibile usufruire dei sussidi per i cittadini non britannici sarà ridotto a tre mesi.

Queste sue dichiarazioni, particolarmente forti e decise, hanno sollevato parecchi dubbi a Bruxelles. La Commissione UE ha fatto sapere che valuterà le iniziative del Governo UK, ma non ne comprende le motivazioni. Come è stato sottolineato da Jonathan Todd, portavoce del commissario Europeo al Lavoro, il libero movimento dei lavoratori è un principio cardine dell’Unione Europea. Inoltre, secondo Todd, la maggior parte dei cittadini europei si sposta dal proprio Paese con il reale intento di lavorare e non di truffare il sistema dei sussidi, pagando le tasse e contribuendo attivamente al welfare dello Stato ospitante.

L’immigrazione europea in UK sta assumendo dimensioni davvero elevate. Meta’ degli immigrati regolari entrati nel Regno Unito nel 2013 provenivano dai Paesi dell’Unione Europea (210.000 su un totale di 526.000). Fra questi. 62.000 sono arrivati dagli Stati della considdetta “Europa 15“, quella precedente, cioe’, il primo, grande allargamento dell’Unione del 2004.

L’arrivo di cittadini UE in Inghilterra e’ significativamente aumentato rispetto al 2012, quando gli immigrati “comunitari” erano stati “solo” 158.000 (il saldo attivo in un anno e’ stato, dunque, di 43.000 persone). 

125.000 europei su 212.000 lo scorso anno hanno dichiarato di essersi trasferiti in UK per ragioni di lavoro contro i 95.000 dell’anno precedente (+30.000).

Il continuo aumento della popolazione e’ una delle ragioni che spiega il costante incremento dei prezzi degli immobili nella Capitale UK. Londra cresce infatti al ritmo di 100mila nuovi residenti all’anno ed e’ in predicato di arrivare a 10 milioni di abitanti entro i prossimi 15 anni.

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Fonte: Il Giornale, 30 luglio 2014

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