Resi noti i conti della Famiglia Reale UK

Resi noti i conti della Famiglia Reale UK

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Aumenterà a 40 milioni di sterline nel 2015 l’Assegno Reale, il costo della Corona britannica per i cittadini UK. 1/3 speso nella ristrutturazione dei Palazzi Reali

Londra, 26 giugno 2014. L’Assegno Reale (Sovereign Grant) l’appannaggio attribuito ogni anno dal Governo britannico alla Corona inglese per pagare gli impegni ufficiali della Regina Elisabetta II e degli altri componenti della Royal Family (spese per la sicurezza escluse) aumenterà a 40 milioni di sterline di qui ad aprile del 2015, con un incremento del 5% rispetto ai 37,9 milioni di quest’anno. Il dato è stato reso noto questa mattina ed è contenuto nella relazione annuale inviata da Buckingham Palace al Parlamento unitamente alla lista delle spese sostenute negli ultimi 12 mesi dalle Loro Altezze Reali (HRH, Her Royal Highness).

l’Assegno Reale rappresenta una percentuale fissa stabilita per legge delle rendite delle proprietà della Corona, che nei prossimi 12 mesi toccheranno il livello record di 267 milioni di sterline. Detratte le spese di Elisabetta e parenti, il resto dei soldi generati dai possedimenti reali viene incamerato dal Governo UK (e, dunque, dai cittadini). A conti fatti, dunque, e senza contare l’enorme indotto generato dalla Corona in termini turistici, commerciali e d’immagine a favore dell’economia inglese, i contribuenti britannici incasseranno 227 milioni di sterline dal “fatturato consolidato” della Windsor Family.  

Secondo quanto reso noto, gran parte dei 40 milioni di sterline del prossimo anno (circa 1/3) saranno investiti nella ristrutturazione e manutenzione di alcuni Palazzi e Musei Reali, alcuni dei quali, secondo quanto reso noto a gennaio dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati inglese (House of Commons), versano in condizioni di pericolo e rapido deterioramento.

Tra le spese sostenute nel 2013 spiccano i 4 milioni di sterline (circa 5 milioni di euro) investiti nella ristrutturazione di una parte di Kensington Palace al fine di ospitarvi la nuova residenza di William e Kate dopo la nascita del Principe George. I lavori si sono resi necessari a causa delle pessime condizioni dell’ala privata del Palazzo (in gran parte aperto al pubblico) che era stata la casa anche della Principessa Diana e aveva visto l’ultimo, grande intervento di ristrutturazione nel 1963.

Spulciando nel lungo rapporto, una voce importante delle spese reali è rappresentata dai viaggi effettuati dai componenti della Royal Family per partecipare a incontri e appuntamenti ufficiali di rappresentanza in giro per il mondo. Come è noto, infatti, oltre a essere Capo dei 53 paesi del Commonwealth, la Regina britannica è anche il Capo di Stato del Canada, dell’Australia, della Nuova Zelanda, delle Barbados, delle Bahamas, di Grenada, della Papua Nuova Guinea, delle Isole Solomon, di Santa Lucia, di Tuvalu, di Saint Vincent and the Grenadines, del Belize, di Antigua e Barbuda e di Saint Kittis and Nevis.

Particolarmente elevato è stato, ad esempio, il costo del viaggio sostenuto per portare il Principe Carlo e consorte (la Duchessa di Cornovaglia Camilla Parker Bowles) ai funerali di Nelson Mandela in Sudafrica a dicembre dello scorso anno con un jet privato (246.160 sterline). In questo caso, secondo i funzionari di Palazzo, la spesa così rilevante è derivata dalla difficoltà di organizzare un trasferimento in piena sicurezza per il Principe di Galles e la Duchessa di Cornovaglia con un volo di linea dato il breve preavviso.

Altre voci di costo particolarmente rilevanti negli ultimi 12 mesi riguardano sempre i trasferimenti dell’erede al Trono in occasioni di eventi ufficiali ai quali lo stesso ha partecipato in sostituzione della Regina: l’annuale summit dei Capi di Governo del Commonwealth, tenutosi a novembre in India (350.413 sterline) e una visita di cinque giorni in vari Paesi del Medio Oriente (228.426 sterline).

In generale, la Regina Elisabetta II è nota per la sua parsimonia (che alcuni non esitano a etichettare come vera e propria tirchieria) e, negli anni, non si contano gli aneddoti relativi ai vestiti riciclati e rammendati sfoggiati dalla Sovrana in tante occasioni ufficiali (compresa una vista ufficiale a Roma di qualche anno fa), alla biancheria di Buckingham Palace lavata sino alla consunzione e ai cartelli affissi nelle stanze del Palazzo contenti l’esplicito invito a spegnere le luci. 

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Fonti: BBC News e The Telegraph, 26 giugno 2014

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