Al via un’indagine sulla concorrenza tra le banche in Inghilterra

Al via un’indagine sulla concorrenza tra banche in Inghilterra

Banche in Inghilterra 1

 

Londra, 17 luglio 2014. L’Autorità UK di vigilanza sui mercati e la concorrenza (la Competition and Markets Authority, CMA) ha reso noto oggi l’avvio di un’indagine a 360° sull’effettivo livello di concorrenza esistente tra le banche in Inghilterra. La procedura durerà 18 mesi e inizierà con una consultazione delle parti direttamente o indirettamente interessate dall’attività del sistema creditizio.

L’iniziativa della CMA è stata accolta con favore dal mondo politico e dalla stessa Associazione che rappresenta le banche in UK, che ha promesso “piena e leale collaborazione” al lavoro dell’Authority.

Secondo Alex Chisom, Generale della CMA, “è vitale che il sistema bancario funzioni al meglio negli interessi della collettività. Al momento, non sembra che le banche in UK stiano facendo del loro meglio per soddisfare i consumatori. Ce ne sono molti insoddisfatti e sono in particolare le piccole imprese a non dichiararsi contente del servizio che ricevono.”

In particolare, la CMA ha verificato l’esistenza dei seguenti problemi:

- molti consumatori non vedono differenze tra i servizi offerti dalle principali banche;

- la mobilità dei consumatori tra i differenti istituti è sempre troppo bassa, segno di una scarsa concorrenzialità del settore. Ciò è particolarmente evidente nel campo dei conti correnti, in cui il turnover interessa solo il 3% dei titolari;

- i costi previsti per gli scoperti di conto corrente sono troppo complicati, cosa che rende difficile la comparazione tra vari istituti;

- resta ancora molto difficile per i nuovi istituti bancari entrare nel mercato, specie in Scozia e Irlanda del Nord.

- la generale gratuità del sistema è un elemento che distorce la concorrenza.

Quest’ultimo aspetto, in particolare, è oggetto di una riflessione dell’analista economico ed esperto dei mercati finanziari della BBC Kamal Achmed. Nel Regno Unito, infatti, i conti correnti non costano nulla ai consumatori, né in termini di operazioni né di spese di gestione che, semplicemente, non esistono. La gratuità dei conti inglesi, sostiene Achmed, è un’anomalia perché riduce la concorrenza tra le banche in Inghilterra e rende difficile l’ingresso nel mercato di nuovi attori.

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Fonte: BBC News Business, 18 luglio 2014

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