Italiani primi nell’acquisto di immobili di lusso a Londra nel 2014

Italiani primi nell’acquisto di immobili di lusso a Londra nel 2014

Donna guarda la vetrina di un'agenzia immobiliare

Londra, 10 dicembre 2014. Complici la crescente tensione tra il Governo britannico e quello di Mosca sulla crisi in Ucraina, che portato a un notevole raffreddamento delle relazioni commerciali tra i due Paesi, e la perdurante stagnazione dell’economia italiana, nei primi sei mesi del 2014 gli italiani conquistano la prima posizione nella classifica dei compratori stranieri di proprieta’ milionarie nel Centro di Londra e scalzano proprio i russi, che per anni hanno dominato il segmento piu’ prestigioso del mercato immobiliare di Londra. 

A rivelarlo e’ il report mensile di Agosto 2014 dell’agenzia Knight Frank relativo al Prime Central London Sales Index, l’indice che rileva l’andamento delle vendite di immobili di lusso nelle zone piu’ prestigiose della Capitale UK.

Secondo il capo del London Residential Research Department di Knight Frank Tom Bill, nei primi sei mesi dell’anno gli italiani hanno comprato il 6% delle proprieta’ di valore superiore a 1 milione di sterline vendute nelle zone comprse nel perimetro del Prime Central London Index (Belgravia, Chelsea, Hyde Park, Islington, Kensington, Knightsbridge, Marylebone, Mayfair, Notting Hill, Regent’s Park, St. John’s Wood).

Al secondo posto salgono i francesi, con il 4,1% delle vendite, seguiti dai russi (3,8% del totale), scesi in terza posizione.

casa di lusso a londra

Per chi opera quotidianamente nel mercato immobiliare della Capitale UK, il dato rivelato da Knight Frank non rappresenta certo una novita’, anche se a sorprendere e’ certamente il volume di compravendite registrate nell’anno in corso rispetto a quelli passati.

Gli investitori con passaporto italiano sono da sempre uno dei gruppi di acquirenti piu’ attivi sulla piazza di Londra, ma nel corso degli ultimi 12 mesi l’interesse verso il mattone UK e’ cresciuto in modo esponenziale tra i cittadinid del Belpaese.

Holland Road Kensington 2Sempre secondo Knight Frank, fra il secondo trimestre 2009 e il secondo trimestre 2012 gli italiani era stati il quarto gruppo nazionale di acquirenti di proprieta’ in Prime Central London dopo gli inglesi, i russi e gli indiani, con un 3,5% delle compravendite complessive registrate nel triennio (Knight Frank, London Residential Review, Autunno 2012).

Anche nel 2103 gli italiani si erano confermati la terza comunità di compratori non britannici di immobili di lusso a Londra, investendo complessivamente 433 milioni di sterline (circa 518 milioni di euro) nell’acquisto di 215 immobili di valore superiore a 1 milione di sterline (circa 1,3 milioni di euro). Al secondo posto dopo gli inglesi si erano piazzati ancora una volta i russi (254 compravendite per un totale di 536 milioni di sterline) seguiti dagli indiani (221 transazioni, 449 milioni di sterline) e, per l’appunto, dai nostri connazionali (Fonte dati: Ricerca della Beechcroft Corporation su dati del Land Registry for England and Wales, l’Agenzia del Territorio inglese, 10/02/2014).

Stamp Duty Redbrick Palace KensingtonEstendendo l’analisi anche al di la’ dello specifico segmento della Prime Central London, i cittadini del Belpaese si confermano una delle comunita’ piu’ importanti per il mercato immobiliare della Capitale UK.

Secondo il centro studi Scenari Immobiliari, nel 2013 circa 3.800 italiani hanno acquistato un immobile nel Regno Unito, nella stragrande maggioranza dei casi proprio a Londra (Fonte: Scenari Immobiliari, Acquisto di Case all’Estero da parte di cittadini italiani, 1. Rapporto 2014).

Perche’ gli italiani comprano casa a Londra?

Ma perche’ sempre piu’ italiani decidono di comprare casa in riva al Tamigi? Oltre all’evidente preoccupazione per lo stato di perdurante incertezze sulle prospettive di ripresa dell’economia italiana e a un contesto fiscale sulla proprieta’ sempre piu’ soffocante e invasivo, le ragioni che spingono un crescente numero di persone a investire a Londra sono tante (a volte anche con budget relativamente bassi per gli standard londinesi, tra le 250.000  e  le 300.000 sterline). In estrema sintesi, se ne pssono individuare nove:

1. La consolidata stabilita’ politica ed istituzionale del Regno Unito, che garantisce certezza e programmabilita’ agli investimenti; 

2. La storica solidita’ ed elevata redditivita’ del mercato londinese. Con poche e limitate eccezioni, i prezzi degli immobili a Londra sono costantemente cresciuti nel corso degli ultimi trent’anni (specialmente nelle zone del Centro), garantendo ottimi ritorni sui capitali investiti;

3. Il favorevole contesto fiscale e giuridico, prevalentemente orientato a tutelare i proprietari di immobili;

4. I buoni rendimenti da locazione (che, pero’, visti prezzi molto elevati delle zone piu’ prestigiose, sono certamente migliori nei quartieri piu’ esterni che in Centro);

5. La forza dell’economia britannica. Il Regno Unito vanta il piu’ alto livello di crescita nel 2014 tra tutti gli Stati del G7 (3%), un tasso di disoccupazione sceso al 6% a settembre e un tasso di occupazione che ha raggiunto il 73% della popolazione attiva nel corso dello stesso mese, sfiorando di poco il record storico di sempre (73,2%); 

6. La grande trasparenza del mercato e delle procedure inglesi sulla proprieta';

7. L’elevata internazionalita’ del mercato immobiliare di Londra. Secondo l’agenzia Savills, nel solo 2013 la cifra spesa dai compratori stranieri nel mattone londinese ha superati i 7 miliardi di sterline (9 miliardi di euro); 

8. Il costante aumento della popolazione. Da diversi anni Londra cresce al ritmo di 100 mila nuovi abitanti all’anno: questo fattore alimenta una continua richiesta di alloggi che non viene soddisfatta dalle pur numerose nuove costruzioni che costellano il panorama urbano della Capitale inglese  e spinge incessantemente verso l’alto i prezzi degli immobili e delle locazioni.

9. La vicinanza all’Italia e la collocazione nell’Unione Europea. A differenza di New York (l’unico mercato simile a quello londinese per caratteristiche, stabilita’ nel tempo e internazionalita’ degli investitori) la Capitale UK si trova a sole due ore di aereo dal Belpaese (con costi di viaggio che, in certi periodi dell’anno, sono inferiori a un viaggio Roma – Milano in Frecciarossa) e non richiede visti per l’ingresso dei cittadini comunitari.

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