Le tasse sulle imprese in Uk sono le più basse tra i Paesi del G7

Il Regno Unito ha le tasse sulle imprese più basse tra tutti i paesi del G7. Dal 2015 aliquota unica al 20%

Tasse sulle imprese UK

Tasse sulle imprese nel mondo

Londra, 10 luglio 2014. Il Regno Unito ha di gran lunga le tasse sulle imprese più basse tra tutti i Paesi del G7 (vedi la tabella a fianco). Lo conferma un interessante articolo pubblicato oggi sul Financial Times, che prende in esame gli effetti della riforma fiscale introdotta nel 2010 dal Governo Cameron.

Il piano, fortemente voluto dal Cancelliere dello Scacchiere George Osborne (il Ministro dell’Economia UK) prevede una progressiva riduzione, a partire dal 2011, dell’aliquota principale della Corporation Tax (quella applicata alle aziende con profitti superiori a 300 mila sterline, 360 mila euro), passata dal 26% del 2011 al 24% nel 2012, al 23% nel 2013 fino al 21% di quest’anno.

Per le aziende con profitti inferiori a 300 mila sterline, l’aliquota, denominata Small Business Rate, era ed è rimasta al 20%.

Dal 1° aprile 2015, poi, le due aliquote verranno unificate e tutte le aziende con sede in UK pagheranno una tassa pari al 20% sui loro profitti.

Il Financial Times fa anche una stima dei risparmi che questa autentica rivoluzione fiscale produrrà per le imprese britanniche. Nel 2014, le aziende UK pagheranno complessivamente 5,4 miliardi di sterline di tasse in meno rispetto all’anno precedente (6,8 miliardi di euro) mentre nel biennio 2016-2018 il risparmio salirà addirittura a 8 miliardi di sterline (10 miliardi di euro).

Si tratta, nelle parole di Osborne “della più grande riduzione dal fardello delle tasse sulle imprese nella storia della Nazione.”

Il piano Osborne, che è certamente uno dei fattori della straordinaria capacità del Regno Unito di attrarre investimenti esteri (vedi le analisi di KPMG, Ernest&Young e PriceWaterhoseCooper) solleva però anche critiche. La Corporation Tax genererà nel 2014 un gettito complessivo di 41,4 miliardi di sterline (52 miliardi di euro) e, prima del 2011, contribuiva per il 3,2% alle entrate fiscali UK: questa percentuale è scesa ora al 2,5% e calerà al 2,3% nel 2018. Di qui le polemiche, visto che gran parte di questi minori introiti sono stati e saranno coperti con tagli alla spesa pubblica.

Il favorevole quadro fiscale, unito all’elevata concentrazione di centri di ricerca di livello mondiale e alla presenza di personale altamente qualificato, fa oggi del Regno Unito uno dei migliori posti a mondo in cui investire.

Questo vale anche nel settore immobiliare, che vive da oltre un anno e mezzo una straordinaria fase di ripresa e ha previsioni di crescita ininterrotta per i prossimi cinque anni, in particolare a Londra.

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Fonte: Financial Time, 10 luglio 2014

Clicca qui per leggere l’articolo pubblicato sul FT!

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1 Commento

  1. Vivo in UK ma sul serio

    Ma la smettete di popolare internet co ste cazzate? Il 20% sono tasse per le shares. Non sapete cosa sono le shares? Nun ce capite na mazza di come funzionano le cose in UK

    E BASTA!!!

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